Morire a 16 anni, vittima di droga e di un paese violento

È morta in uno stabile abbandonato in via dei Lucani, nel quartiere San Lorenzo di Roma. La polizia ha eseguito tre fermi per stupro e omicidio. Un’altra persona invece è ancora ricercata. Il suo nome è Desirée Mariottini, i suoi anni erano 16, in queste ore l’Italia piange la sua storia.

Coloro che sono ritenuti responsabili di violenza sessuale di gruppo, cessione di stupefacenti e omicidio volontario sono Mamadou Gara, senegalese di 26 anni irregolare sul territorio italiano, Brian Minteh, senegalese di 43 anni, anche lui irregolare, e Alinno Chima, nigeriano di 46 anni con un permesso di soggiorno umanitario. In questo spazio non facciamo distinzione di sangue, razza e colore, qualche giorno fa abbiamo raccontato la triste vicenda di Amadou, 22 anni. Oggi raccontiamo quella di un’altra vittima di un paese che si identifica sempre di più nel degrado e nella violenza di queste storie.

Secondo gli investigatori, i fermati avrebbero “somministrato sostanze stupefacenti alla minore in modo da ridurla in stato di incoscienza, ne hanno abusato sessualmete, cagionandone la morte”.

Come da copione, accade ormai da diversi mesi a questa parte, casi di cronaca efferati – ne citiamo due su tutti, l’omicidio di Pamela Mastropietro e la strage di Luca Traini – diventano strumenti di una propaganda elettorale online h. 24, “armi” per sostenere la propria fazione politica, le proprie tesi ideologiche, per sfogare – soprattutto sui social ma non solo – le rabbie, le frustrazioni, le convinzioni precostituite che mai come in questo periodo sono così diffuse. Una specie di colosseo con degli ultrà imbestialiti che si aizzano a vicenda, facendo da spettatori alle tragedie di una comunità in declino, di cui invece tutti dovremmo sentirci responsabili.

Fuori dall’uso della propaganda, alcune riflessioni a margine.

  • Non era la prima volta che la 16enne Desirée si allontanava da casa per cercare droga, non era la prima volta che entrava in quello stabile e conosceva le bestie che l’hanno usata e poi uccisa. E a 16 anni se cerchi un po’ di droga e non hai i soldi per pagarla, provi ad ottenerla in un altro modo. A volte in qualsiasi modo. La madre della ragazzina aveva scoperto dell’uso che faceva di sostanze stupefacenti, aveva chiesto aiuto al Sert e ai servizi sociali. I casi come quello di Desirée e della sua famiglia in Italia sono diffusissimi e non se ne parla mai. L’Italia è tra i peggiori paesi in Europa quanto a consumo di droghe, terza per consumo di cannabis e quarta per assunzioni di cocaina. Eppure facciamo finta di niente. I partiti, i movimenti politici, la società civile. L’uso delle sostanze – cocaina e non solo – è diffuso ma rimane un tabù. È diffuso negli ambienti professionali, politici, tra i giovani, meno giovani, al centro come nelle periferie. Ma preferiamo parlare di tabagismo e di sana alimentazione, fa più cool. Il manager o il professionista che fa uso di sostanze sa che sta finanziando chi ha ucciso Desirée e il sistema criminale che li copre e finanzia?
  • Gli edifici occupati abusivamente a Roma non per necessità sono decine, molti sono utilizzati per lo spaccio, sono tutti sopravvissuti alle amministrazioni che si sono succedute. La città è in uno stato di degrado e abbandono (San Lorenzo non è certo periferia, a pochi passi dai palazzi istituzionali e del potere). Le aree fuori controllo, dove illegalità e violenza si incontrano sono molteplici a Roma e in altre metropoli. Il sindaco Virginia Raggi ha annunciato il divieto di consumo di alcolici in strada a San Lorenzo dopo le 21. Questa sarebbe la soluzione, scherziamo sindaco?
  • A pagare sono sempre i più deboli e spesso le donne. Ma ci sono donne che possono denunciare, che hanno la notorietà che glielo consente di fare e altre che possono solo vergognarsi, anche della violenza subita. Chissà che fine ha fatto, per esempio, l’amica che probabilmente accompagnava Desirée nello stabile.
  • La responsabilità penale è individuale e non collettiva. Meglio ribadirlo sempre in epoca di generalizzazioni. Ma a cosa servono le passerelle, le fiaccolate (di tutti, politici e cittadini) quando una storia orribile è stata compiuta in contesti conosciuti da anni e che potevano partorire solo storie orribili? Siamo il paese delle passerelle e delle fiaccolate inutili, mentre tutto intorno crolla.