Barbari o servi

Siamo alla resa dei conti, almeno in Italia. In questi anni di recessione, disuguaglianze, immigrazione e terrorismo il dibattito pubblico si è spaccato in due, nel paese e sui social. Da una parte le élite, la cosiddetta classe dirigente, i partiti che hanno fatto e governato l’Europa, i media tradizionali che gridano all’apocalisse in caso di cambiamenti o volontà popolari (vedi Brexit). Dall’altra i cosiddetti populisti, che hanno accresciuto il loro consenso, comunque la si pensi in questi anni, facendosi portavoce delle istanze e del malessere degli italiani, di tutte le classi sociali, di ogni generazione, del nord e del sud.

Ora questo consenso sarà messo alla prova dei fatti (e dei conti). Vedremo se saranno solo chiacchiere, se sarà solo propaganda becera, se sapranno far tornare i conti su tasse, lavoro, disoccupazione, pensioni. Se sapranno ottenere qualcosa sulle politiche di austerità europee e sulla revisione dei trattati. L’attesa è tanta, lo scetticismo anche. E già si parla di spread…