Chiedo il cambiamento

Come previsto e come prevedibile, dopo le elezioni in Italia del 4 marzo, è cominciato il reality show della politica. Il M5S, con il 32,7% dei voti e 223 seggi alla camera, cercherà alleanze per formare un governo o si arroccherà come nella scorsa legislatura? Di Maio e Salvini potranno mai fare un governo insieme? Il Pd, ai suoi minimi storici e con il suo catastrofico 18,7%, sarà ancora come si chiedono gli analisti l’ago della bilancia della politica italiana? Renzi uscirà di scena, ci sarà un nuovo leader? E come si muoverà l’ultraottantenne Berlusconi, per la prima volta non più leader della coalizione di centrodestra, nei confronti di Matteo Salvini e della Lega, diventata forza nazionale e guida della coalizione stessa? La campagna elettorale è finita, tra qualche giorno i parlamentari si ritroveranno per la nuova legislatura, il teatrino della politica è ripartito in tv e sui giornali.

Ma cosa, al di là delle cronache quotidiane, sta portando in Italia, nel cuore dell’Europa, negli Stati Uniti e nel mondo, al progressivo crescere di consensi e affermazioni dei movimenti politici che vengono etichettati come populisti, antisistema, nazionalisti e che in realtà sono cose molto diverse tra loro e da paese a paese. Forse una lista di 5 grandi eventi che con l’avvento del nuovo millenio hanno cambiato il mondo ce lo può indicare:

  1. il XXI secolo è cominciato l’11 settembre 2001, da allora il terrorismo jihadista ha seminato attentati, stragi, panico in Europa, in Medio Oriente, nel mondo riaccendendo sentimenti di vendetta, di paura verso il diverso considerato nemico.
  2. il mondo globalizzato e interconesso, visto dai display di uno smartphone, spinge migliaia, milioni di esseri umani a partire e a rischiare la vita per cambiare il proprio destino, da zone del mondo sottosviluppate e in conflitto: il fenomeno delle grandi migrazioni.
  3. La globalizzazione – dalla fine del comunismo e dopo trent’anni di aspetti molteplici e anche positivi – ha creato disuguaglianze enormi, inedite in tutto il mondo occidentale.
  4. La grande recessione 2008-2018 è stata la più lunga, devastante, ha lasciato macerie e modificato per sempre la percezione di famiglie, cittadini, elettori in tutto il mondo.
  5. La rivoluzione tecnologica, come tutti i progressi della scienza, sta migliorando le nostre vite, rendendole più comode, ma spazzerà via milioni di posti di lavoro. E lo sta già facendo.

In questo scenario e in questo mondo, quale Italia è andata al voto pochi giorni fa? Alcuni dati:

Pochi numeri per spiegare e non sorprendersi se dopo il 4 marzo il paesaggio politico italiano è cambiato per sempre, la seconda Repubblica ha dato il suo addio in attesa della Terza e, senza etichettare niente e nessuno, ci sono nuove forze politiche, inedite nel misurarsi con il governo del paese che hanno la maggioranza dei voti. Cosa succederà quindi adesso?

  • Sembra difficile immaginare un governo democratico senza la prima forza del paese, il M5S e il suo 32%. Cinque anni fa i grillini si tennero fuori con il 25%, ora dovranno adattarsi a qualcosa di nuovo.
  • Per tentare di sopravvivere e non morire, il Pd dovrà dare voce ai pochi elettori e iscritti rimasti. La sinistra novecentesca sta sparendo in tutto il mondo, le cosidette forze moderate arrancano ovunque, entrambe sono ormai percepite come figlie dell’establishment.
  • Matteo Salvini, con o senza governo, dovrà vedersela con il potere berlusconiano e avrà il compito di portare la destra italiana in un campo inesplorarato, inedito, fatto di nuovi equilibri.

Una cosa va detta: l’insofferenza e la rabbia, il disagio e la paura del futuro sono voti che chiedono un cambiamento delle condizioni di vita e del proprio destino, i giochi politici e di leadership c’entrano poco. Ma non è vero che in Italia nulla è cambiato, al contrario, è cambiato moltissimo: solo pochi decenni fa, la rabbia e le rivendicazioni sociali portarono anche terrorismo, attentati, momenti tragici della Repubblica, pericoli per la democrazia. Oggi tutto cambia e cambierà ancora, ma con il voto democratico. Ricordiamocelo sempre, non è scontato.